In jet privato con un neonato: cosa sapere su dolore alle orecchie, poppate e sicurezza

Volare con un neonato su un jet privato è possibile, ma la presenza di un bambino molto piccolo introduce alcune esigenze specifiche che è utile conoscere prima della partenza.

Tra queste ci sono soprattutto le variazioni di pressione durante il volo, il rumore in cabina e il modo in cui il neonato viene sistemato e protetto durante le diverse fasi del viaggio.

Non si tratta soltanto di organizzare tutto il necessario per il bambino. Anche aspetti apparentemente secondari, come il momento della poppata o la scelta del sistema di ritenuta, possono diventare importanti durante decollo, discesa e atterraggio.

In breve: cosa sapere prima di partire:

  • Un neonato sano e nato a termine può in genere volare, ma la decisione va condivisa con il pediatra, soprattutto nella prima settimana di vita.

  • Il fastidio alle orecchie compare soprattutto in discesa: suzione, biberon o succhiotto aiutano a compensare la pressione.

  • Il rumore in cabina dipende dall’aeromobile specifico e dalla posizione del sedile, non dal solo fatto di volare in privato.

  • Tenere il neonato in braccio non equivale a un sistema di ritenuta: il CRS ammesso va concordato con l’operatore prima della partenza.

  • Conviene comunicare la presenza del neonato già nella richiesta di volo, insieme all’eventuale seggiolino che si vuole usare.

La pressione in cabina e le orecchie del neonato

Uno degli aspetti che più preoccupano i genitori riguarda la pressione atmosferica. All’interno di un jet privato la cabina è pressurizzata. Il problema per un neonato non è quindi semplicemente l’altitudine raggiunta dall’aeromobile, ma soprattutto la variazione della pressione durante la salita e la discesa.

Quando l’aereo cambia quota, anche la pressione nella cabina cambia. L’orecchio medio deve adattarsi a queste variazioni attraverso la tuba di Eustachio, il canale che permette di equalizzare la pressione ai due lati del timpano.

Nei bambini molto piccoli questo meccanismo può risultare meno efficace. Per questo il fastidio alle orecchie può manifestarsi soprattutto durante la discesa, quando l’aeromobile si avvicina alla quota dell’aeroporto. La deglutizione favorisce la compensazione della pressione. Per un neonato, quindi, la suzione al seno, il biberon o il succhiotto possono essere utili soprattutto durante le fasi in cui la pressione cambia.

Anche il tipo di jet privato fa la sua parte. La pressione che si avverte in cabina dipende dall’altitudine di cabina, cioè dalla quota equivalente mantenuta dall’impianto di pressurizzazione.

In linea di principio, più bassa è l’altitudine di cabina in crociera, minore è la variazione complessiva di pressione da compensare quando l’aereo scende verso l’aeroporto. Non è l’unico fattore, perché conta anche la rapidità con cui la pressione varia, ma è un criterio in più nella scelta del jet. Come cambia da un modello all’altro lo abbiamo spiegato nel nostro articolo sulla pressione in cabina nei jet privati.


Perché il neonato piange durante la discesa del jet privato?

Il pianto durante la discesa non significa necessariamente che il neonato abbia paura di volare. Una delle possibili cause è il fastidio alle orecchie provocato dalla variazione di pressione.

Durante la discesa la pressione nella cabina aumenta progressivamente e l’orecchio medio deve adeguarsi. Nei neonati questo processo può essere più difficile e può provocare una sensazione di pressione o dolore.

La deglutizione aiuta a compensare la pressione. Per questo, durante la discesa, può essere utile allattare il bambino oppure offrirgli il biberon o il succhiotto, se già lo utilizza.

La congestione nasale può rendere più difficile la compensazione. Se il bambino presenta un’infezione dell’orecchio, un forte raffreddore o altre condizioni particolari, è opportuno chiedere consiglio al pediatra prima della partenza.


La poppata aiuta il neonato a soffrire meno durante il volo

Durante il decollo e soprattutto nella discesa, come abbiamo visto, il cambiamento della pressione in cabina può provocare fastidio alle orecchie del neonato. La poppata può essere utile proprio in questi momenti, perché la suzione e la deglutizione favoriscono la compensazione della pressione nell’orecchio medio.

Per questo, se possibile, può essere utile allattare il bambino durante la salita e soprattutto nella fase di discesa, quando la pressione esterna aumenta. Anche il biberon o il ciuccio possono favorire la deglutizione e aiutare a ridurre il disagio.

Non è però necessario che il neonato mangi a tutti i costi: l’obiettivo è favorire la suzione e la deglutizione nei momenti in cui la pressione cambia. Se il bambino ha il naso molto congestionato, un raffreddore importante o un problema alle orecchie, è invece opportuno chiedere al pediatra un parere prima del volo.

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  • offrire seno, biberon o succhiotto quando la pressione cambia, con particolare attenzione alla fase di discesa;

  • chiedere all’equipaggio di avvisare quando la discesa sta per iniziare, così da organizzare la poppata al momento giusto;

  • se il neonato dorme, chiedere al pediatra se conviene svegliarlo con delicatezza per offrirgli da bere prima della discesa;

  • tenere a portata di mano più di un succhiotto e il biberon già pronto, senza doverli cercare nei bagagli;

  • se il neonato è sistemato in un CRS, ricordare che allattare al seno durante decollo e atterraggio comporterebbe sganciarlo: biberon o succhiotto sono più pratici (ne parliamo nella sezione sui sistemi di ritenuta).

Decollo e atterraggio del jet privato: le fasi di maggiore attenzione

Per un neonato, decollo e atterraggio sono momenti diversi dalla normale fase di crociera.

Durante il decollo la pressione della cabina diminuisce progressivamente mentre l’aeromobile sale. Durante la discesa avviene il contrario: la pressione aumenta man mano che il jet perde quota.

È soprattutto durante la discesa che può comparire il fastidio alle orecchie. Per questo può essere utile organizzare l’alimentazione del bambino tenendo conto anche di questa fase del volo, così da favorire la suzione e la deglutizione proprio quando possono essere più utili.

Il comportamento del bambino non può naturalmente essere previsto: alcuni neonati non manifestano alcun particolare fastidio, mentre altri possono iniziare a piangere proprio durante la discesa.

In pratica, la salita è di solito la fase meno problematica, perché l’aria presente nell’orecchio medio si espande e tende a defluire più facilmente attraverso la tuba di Eustachio. È in discesa, quando la pressione aumenta, che il neonato ha più bisogno di aiuto.


Il rumore in cabina: è un fastidio per il neonato?

Un altro aspetto spesso trascurato riguarda il rumore prodotto dall’aeromobile.

Un jet privato non è necessariamente un ambiente silenzioso. Il livello sonoro varia in funzione del modello di aero, della configurazione della cabina e della posizione del passeggero. Il momento in cui il rumore dei motori può risultare più evidente è normalmente il decollo, quando i propulsori lavorano a elevata potenza.

Per una famiglia con un neonato questo è un elemento da considerare anche in relazione al jet privato scelto. Le diverse categorie di aereo presentano infatti caratteristiche differenti per dimensioni della cabina, isolamento e disposizione degli interni.

Il rumore è soprattutto una questione di comfort durante il viaggio, ma livelli sonori elevati sono anche un tema di protezione dell’udito dei bambini. Per questo, nella pianificazione del volo, può essere utile chiedere all’operatore informazioni sull’aeromobile previsto e sulla configurazione della cabina.

Non sarebbe però corretto affermare in maniera generale che un jet privato sia sempre più silenzioso di un aereo di linea: la rumorosità dipende soprattutto dall’aeromobile specifico e dall’ambiente della cabina.


Cinture e sistemi di ritenuta: come viaggia il neonato?

La sicurezza del bambino durante il volo non riguarda soltanto il decollo e l’atterraggio. Una turbolenza può infatti verificarsi anche durante la crociera e arrivare in modo inatteso.

Per questo motivo è importante distinguere tra un bambino tenuto in braccio da un adulto e un bambino sistemato in un Child Restraint System (CRS), cioè un sistema di ritenuta per bambini approvato per l’utilizzo a bordo di un aeromobile.

In ambito EASA, i sistemi di ritenuta per bambini rientrano nella categoria dei Child Restraint Devices (CRD). Le regole prevedono che il dispositivo possa essere utilizzato quando è compatibile con il sedile dell’aeromobile e rispetta i requisiti previsti per l’uso a bordo.

Per un viaggio in jet privato, quindi, la questione dovrebbe essere verificata prima della partenza con l’operatore, comunicando che a bordo sarà presente un neonato e indicando eventualmente il sistema di ritenuta che si intende utilizzare.

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Questo consente di verificare in anticipo compatibilità, modalità di installazione e posto assegnabile nella cabina.

Il neonato può stare in braccio durante il volo in jet privato?

In determinate condizioni e secondo le regole applicabili al volo, un neonato può essere trasportato in braccio a un adulto. Questo però non equivale a un sistema di ritenuta.

Durante una turbolenza improvvisa, infatti, un adulto potrebbe non riuscire a trattenere il bambino, anche se lo tiene saldamente. La FAA, per esempio, indica un CRS approvato come il posto più sicuro per un bambino sotto i due anni e raccomanda di utilizzarlo durante il volo.

Nel caso di un jet privato è quindi importante verificare prima della partenza quali sistemi sono ammessi sull’aeromobile utilizzato e come devono essere installati. Le modalità possono dipendere dal tipo di jet e dalle procedure dell’operatore.

Essere autorizzati a tenere il neonato in braccio e avere il bambino adeguatamente assicurato sono due questioni diverse.


Che cos’è un CRS e quali dispositivi sono approvati?

CRS significa Child Restraint System, cioè sistema di ritenuta per bambini. In ambito EASA si incontra anche la denominazione CRD, Child Restraint Device.

Non basta però che un seggiolino sia omologato per l’automobile. Per essere utilizzato a bordo deve possedere anche una specifica approvazione o qualificazione per l’uso in aeromobile e poter essere installato correttamente sul sedile del jet.

Tra i dispositivi che EASA considera accettabili rientrano:

  • CRS approvati per l’uso in aeromobile secondo lo standard ETSO-C100c;

  • dispositivi approvati da EASA attraverso un Type Certificate o Supplemental Type Certificate;

  • alcuni seggiolini approvati per autoveicoli secondo ECE R44-03/R44-04 o ECE R129, purché dispongano anche della prevista qualificazione per l’utilizzo in aeromobile, ad esempio con l’indicazione “For Use in Aircraft”;

  • dispositivi conformi ad alcuni standard riconosciuti di Canada, Stati Uniti e Australia/Nuova Zelanda, quando riportano le relative marcature e approvazioni.


Allattamento e seggiolino, come conciliare alimentazione del neonato e sicurezza a bordo del jet privato

Il seno può essere di grande aiuto per compensare la pressione, ma non sempre è compatibile con il sistema di ritenuta. Se il neonato è nel CRS, allattarlo durante decollo e atterraggio significherebbe toglierlo dal seggiolino, cosa che di norma non è consentita quando il segnale delle cinture è acceso.

Per questo conviene organizzare l’alimentazione prima e dopo queste fasi e prevedere per la discesa un biberon già pronto o un succhiotto. Se preferisci allattare al seno, parlane in anticipo con l’operatore e con il pediatra per capire quale soluzione sia praticabile sull’aeromobile scelto.

E durante la turbolenza?

Il fatto che il jet privato possa offrire una cabina più riservata non elimina la possibilità di incontrare turbolenza.

La turbolenza può verificarsi anche quando il cielo appare sereno e può arrivare in modo inatteso. Un passeggero non assicurato può essere spostato o sollevato dal proprio posto, motivo per cui le autorità dell’aviazione raccomandano di mantenere la cintura allacciata quando richiesto e di utilizzare sistemi di ritenuta appropriati per i bambini.

Per un neonato, quindi, il sistema di ritenuta  dovrebbe essere considerato fondamentale, non soltanto una questione legata al decollo e all’atterraggio. La sua funzione è quella di mantenere il bambino correttamente assicurato anche durante una fase di volo caratterizzata da movimenti improvvisi.

Quando il segnale delle cinture è spento, sarà l’equipaggio a indicare se è possibile sganciare il neonato, ad esempio per cambiarlo o nutrirlo. Se è prevista turbolenza, conviene rimandare.

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FAQ Domande frequenti sul volo in jet privato con un neonato

Da che età un neonato può volare in jet privato?

Secondo le indicazioni pediatriche più diffuse, un neonato sano e nato a termine può volare già a partire da 48 ore dopo la nascita, ma si consiglia di attendere almeno una settimana e di avere il via libera del pediatra. I limiti dell’operatore vanno verificati al momento della richiesta.

Se il neonato ha il raffreddore può volare in jet privato?

Un lieve raffreddore non significa necessariamente che il neonato non possa volare, ma la congestione nasale può rendere più difficile compensare le variazioni di pressione durante il volo e aumentare il rischio di dolore alle orecchie. Se il bambino ha un forte raffreddore, febbre, dolore alle orecchie o un’otite, è consigliabile chiedere il parere del pediatra prima della partenza.

Durante salita e discesa, la suzione e la deglutizione possono aiutare a compensare la pressione: per un neonato possono essere utili il seno, il biberon o il ciuccio, se abitualmente utilizzato

Un bimbo appena nato può stare in braccio durante il volo jet privato?

In alcuni casi le regole applicabili al volo lo consentono, ma questo non equivale a un sistema di ritenuta. La soluzione più sicura è un CRS approvato per l’uso in aeromobile, da concordare con l’operatore prima della partenza.

Si può usare il proprio seggiolino auto?

Solo se dispone della qualificazione per l’uso in aeromobile e può essere installato correttamente sul sedile del jet. L’omologazione automobilistica da sola non basta e l’operatore deve confermarlo in anticipo.

Cosa fare se il neonato piange durante la discesa?

Il pianto può dipendere dal fastidio alle orecchie causato dalla variazione di pressione. Offrire biberon o succhiotto favorisce la deglutizione e aiuta a compensare. Se il neonato ha un’infezione all’orecchio o un forte raffreddore, chiedi il parere del pediatra prima di partire.

La presenza di un neonato cambia il costo del noleggio?

Di norma il preventivo si riferisce al volo e all’aeromobile, non al numero di posti occupati: non c’è un biglietto per il neonato come sulle compagnie di linea. Eventuali servizi aggiuntivi vanno richiesti e confermati nel preventivo.

Volare con un neonato in jet privato: prepararsi fa la differenza

Viaggiare con un neonato su un jet privato non significa semplicemente portare a bordo tutto ciò che serve per il bambino. Alcuni aspetti del volo, come la variazione di pressione durante la discesa, possono influire direttamente sul suo comfort, mentre il sistema di ritenuta rappresenta un elemento importante per la sicurezza.

Preparare il viaggio significa quindi anche conoscere l’aeromobile, informare l’operatore della presenza del neonato e verificare in anticipo i sistemi di ritenuta compatibili.

Per i genitori, conoscere questi aspetti permette di arrivare alla partenza con una maggiore consapevolezza di ciò che può accadere durante il volo.

Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere generale e non sostituiscono il parere del pediatra né le indicazioni dell’operatore del volo.

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Nella richiesta indica l’età del neonato, il numero di passeggeri, la destinazione e l’eventuale seggiolino che vuoi utilizzare: potremo aiutarti a scegliere l’aeromobile e la configurazione più adatti.

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