Quando decidiamo di noleggiare jet privati, pensiamo immediatamente al lusso, alla velocità e alla flessibilità. In realtà, dietro ogni volo executive esiste una componente fondamentale che incide pesantemente sui costi operativi: il carburante.
Per un operatore di business aviation, il rifornimento rappresenta una delle spese più importanti insieme a manutenzione, equipaggio e handling aeroportuale. Oggi però il settore sta attraversando una trasformazione importante grazie all’arrivo del SAF, il carburante sostenibile per l’aviazione, chiamato in Italia anche CAF (Carburante Avio Sostenibile).
Ma quanto costa davvero fare rifornimento a un jet privato? E quanto aumenta il prezzo quando si sceglie il SAF invece del classico Jet A1?
Quanto costa il carburante di un jet privato
I jet privati utilizzano principalmente il Jet A1, un carburante derivato dal cherosene progettato per l’aviazione civile. È il combustibile standard utilizzato dalla maggior parte dei business jet moderni, dai piccoli light jet fino agli aerei intercontinentali come il Gulfstream G650 o il Bombardier Global 7500.
I consumi cambiano enormemente in base alla categoria dell’aeromobile.
Un light jet come un Citation CJ3 o un HondaJet può consumare circa 250-350 litri all’ora, mentre un midsize jet come il Citation XLS+ può superare i 700 litri orari. I grandi jet a lungo raggio possono invece arrivare oltre i 2.000 litri all’ora.
Questo significa che anche un semplice volo europeo può richiedere migliaia di euro di carburante.
Per esempio:
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un volo privato da Roma a Ibiza con un light jet può richiedere circa 1.500-2.500 euro di carburante;
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una tratta Milano – Mykonos con un midsize jet può superare i 4.000 euro;
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un jet privato Londra – Dubai con un heavy jet può arrivare facilmente oltre i 20.000 euro di carburante.
Naturalmente il prezzo varia in base:
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al costo del Jet A1 nel singolo aeroporto;
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alle tasse aeroportuali;
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alla disponibilità del carburante;
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ai supplementi energetici;
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alle crisi geopolitiche che influenzano il petrolio.
Negli aeroporti business più esclusivi d’Europa, come Farnborough Airport o Paris Le Bourget Airport, il costo del carburante tende ad essere più elevato rispetto ad altri scali regionali.
- Quando si noleggia un jet privato scegliere l’aeroporto giusto può far risparmiare sui costi.

Cos’è il carburante avio sostenibile SAF o CAF
Negli ultimi anni il settore dell’aviazione privata ha iniziato a introdurre il SAF, acronimo di Sustainable Aviation Fuel. In Italia viene spesso indicato anche come CAF, cioè Carburante Avio Sostenibile.
Si tratta di un carburante prodotto da fonti rinnovabili e materiali organici, tra cui:
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oli alimentari esausti;
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residui agricoli;
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biomasse;
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rifiuti urbani trasformati;
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carburanti sintetici prodotti con energia rinnovabile.
La grande differenza rispetto al Jet A1 tradizionale riguarda le emissioni: il SAF può ridurre il ciclo di emissioni di CO₂ fino al 60-80% rispetto al carburante fossile tradizionale.
Uno degli aspetti più interessanti è che il SAF può essere utilizzato negli attuali jet privati senza modificare motori o aeromobili. Viene infatti miscelato al carburante tradizionale in percentuali variabili.
Quanto costa il rifornimento con SAF
Ed è qui che arriva il vero problema: il prezzo.
Oggi il SAF costa generalmente da 2 a 4 volte più del Jet A1 tradizionale.
Questo incremento dipende da diversi fattori:
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produzione ancora limitata;
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domanda in crescita;
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infrastrutture aeroportuali insufficienti;
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processi industriali molto costosi;
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disponibilità concentrata in pochi aeroporti.
In Europa gli aeroporti più attrezzati per il SAF sono soprattutto quelli del Nord Europa, come Amsterdam, Stoccolma, Oslo, Copenaghen e alcuni grandi hub di Londra.
Esempi di costi SAF su tratte europee
Per capire meglio l’impatto reale del CAF sui voli privati, possiamo fare alcuni esempi indicativi.
Milano – Parigi con light jet
Con carburante tradizionale:
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costo carburante stimato: circa 1.500 euro
Con utilizzo di SAF:
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costo stimato: 3.000-5.000 euro
Londra – Ibiza con midsize jet
Con Jet A1:
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circa 4.000-5.000 euro di carburante
Con SAF:
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fino a 8.000-12.000 euro
Ginevra – Dubai con heavy jet
Con carburante tradizionale:
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oltre 20.000 euro
Con SAF:
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anche oltre 40.000 euro
Ovviamente i prezzi del carburante tradizionale e carburante avio sostenibile SAF sono variabili, per cui, se vuoi avere una stima precisa dei costi contattaci e richiedi un preventivo personalizzato.
In molti casi gli operatori non effettuano un rifornimento completo al 100% di SAF, ma utilizzano blend parziali per contenere i costi. Per questo spesso nei preventivi appare la dicitura “SAF surcharge”, cioè un supplemento dedicato al carburante sostenibile.
Quali jet privati consumano più carburante e quali consumano meno

Nel settore della business aviation esistono enormi differenze nei consumi di carburante tra le varie categorie di jet privati.
La scelta dell’aeromobile influisce direttamente non solo sui costi di noleggio, ma soprattutto sulle spese operative e sul rifornimento, sia con Jet A1 tradizionale sia con SAF.
I jet privati più efficienti dal punto di vista dei consumi sono generalmente i light jet e i very light jet, progettati per tratte brevi o medie in Europa. Modelli come l’HondaJet HA-420, il Cessna Citation CJ3 o l’Embraer Phenom 300 possono consumare mediamente tra 250 e 450 litri di carburante all’ora.
Questo significa che una tratta come Milano – Nizza o Roma – Mykonos può richiedere quantità relativamente contenute di carburante rispetto agli aerei executive di grandi dimensioni. Sono velivoli molto apprezzati da imprenditori, manager e clienti che desiderano ridurre i costi operativi mantenendo comunque comfort, rapidità e accesso agli aeroporti minori.
Tra i business jet più efficienti degli ultimi anni viene spesso citato proprio l’HondaJet, grazie alla particolare configurazione dei motori sopra le ali che contribuisce a ridurre consumi e rumorosità.
Salendo di categoria aumentano rapidamente anche i consumi. I midsize jet, come il Citation XLS+, il Learjet 60 o l’Hawker 800XP, possono arrivare facilmente a 700-1.000 litri all’ora, soprattutto sulle tratte più lunghe o con pieno carico passeggeri.
I consumi più elevati appartengono invece ai grandi jet intercontinentali, progettati per collegare Europa, Medio Oriente, Stati Uniti o Asia senza scali. Modelli come il Gulfstream G650, il Bombardier Global 7500 o il Dassault Falcon 8X possono superare tranquillamente i 1.800-2.500 litri di carburante ogni ora di volo.
In questi casi il rifornimento diventa una voce di spesa impressionante. Un volo intercontinentale con un heavy jet può richiedere decine di migliaia di euro di carburante tradizionale, cifra che aumenta ulteriormente se viene utilizzato SAF o CAF.
Anche la configurazione interna dell’aereo, il peso dei bagagli, le condizioni meteo e la lunghezza della pista influenzano i consumi finali.
Per questo motivo gli operatori di jet privati studiano attentamente ogni tratta, cercando spesso aeroporti con carburante meno costoso o strategie di tankering, cioè il caricamento di carburante aggiuntivo in aeroporti più convenienti per evitare rifornimenti successivi più costosi.
Perché il carburante sostenibile SAF è ancora poco diffuso nell’aviazione privata
Il problema principale resta la disponibilità.
Secondo diversi report del settore, il SAF rappresenta ancora una quota minima del carburante aeronautico utilizzato in Europa. La produzione globale è insufficiente rispetto alla domanda crescente di compagnie aeree e business aviation.
Le grandi compagnie di linea inoltre hanno spesso accordi prioritari con i produttori, lasciando alla business aviation quantità molto più limitate.
Per questo motivo molti voli executive continuano a utilizzare il tradizionale Jet A1, compensando eventualmente le emissioni tramite programmi carbon offset o sistemi “Book & Claim”.
Il futuro del carburante sostenibile nei jet privati
Nonostante i costi elevati, il SAF rappresenta oggi la soluzione più concreta per ridurre l’impatto ambientale dell’aviazione privata senza rinunciare alle prestazioni dei business jet.
L’Unione Europea sta già imponendo quote minime di utilizzo del carburante sostenibile attraverso il programma ReFuelEU Aviation, destinato ad aumentare progressivamente nei prossimi anni.
Questo significa che il SAF diventerà sempre più presente anche nel mondo dei jet privati, soprattutto nei voli corporate e nei viaggi executive legati alle politiche ESG delle grandi aziende.
Nel frattempo, però, volare sostenibile resta ancora un lusso nel lusso: chi sceglie il carburante sostenibile per il proprio jet privato deve essere pronto ad affrontare costi nettamente superiori rispetto al tradizionale Jet A1.
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